Come regolare la pendenza di grondaie e pluviali

Il miglior modo di smaltire le acque piovane e proteggere le pareti degli edifici dalla pioggia è rappresentato da un preciso sistema di grondaie e pluviali. L’uso delle grondaie e dei pluviali è pensato per due motivi ben distinti, entrambi molto importanti. Il primo è la raccolta dell’acqua per evitare che durante una pioggia persistente, questa scenda dal tetto come una cascata bloccando il nostro passaggio sia in entrata che in uscita. Il secondo motivo è quello della protezione delle pareti. Spesso e volentieri le piogge possono essere la causa di infiltrazioni di acqua o della comparsa di umidità e muffe. Per questi motivi in tutti gli edifici si provvede ad installare il sistema che prevede grondaie e pluviali.

Grondaie e pluviali

Le grondaie sono l’elemento orizzontale che va fissato subito sotto il limite del tetto in modo da raccogliere tutta l’acqua che scivola dal tetto durante la pioggia. Una volta che l’acqua è stata raccolta dalla grondaia, entra in gioco il pluviale per smaltirla.
Il pluviale in pratica è il tubo verticale che inizia il suo percorso sotto alla grondaia e, con un sistema di staffe, corre lungo la parete fino ad arrivare ai pozzetti di raccolta delle acque di scolo. Descritto in questo modo sembrerebbe un gioco da ragazzi installare questo sistema. In realtà ci sono delle regole precise da rispettare per far si che il sistema grondaia e pluviale sia efficace. Andiamo a conoscere queste regole.

L’installazione corretta di grondaie e pluviali

Le grondaie circondano tutti i lati in cui il tetto ha una pendenza e quindi l’acqua può scivolarci sopra. Un primo accorgimento che bisogna avere nell’installazione delle grondaie è l’inclinazione. Se la grondaia è installata in maniera perfettamente orizzontale, l’acqua raccolta non avrebbe modo di defluire e una volta riempita, si avrebbe nuovamente l’effetto cascata. La pendenza della grondaia deve essere calcolata a seconda della sua lunghezza, dall’inizio fino ad arrivare al primo pluviale e deve essere minimo l’1% della lunghezza. La parte attaccata al pluviale, inoltre, dovrà sempre essere più bassa rispetto all’inizio della grondaia. Se la falda del tetto è molto estesa, avremo bisogno di più pluviali perché solo uno non riuscirebbe a raccogliere tutta l’acqua contenuta nella grondaia. Di regola, la distanza tra un pluviale e l’altro va da un minimo di 20 metri fino ad un massimo di 25 metri. In questo modo la vostra grondaia non sarà mai troppo carica di acqua. Una grondaia troppo carica di acqua infatti oltre che a riempire il pluviale rischia anche di appesantirsi e di mettere sotto sforzo le staffe di sostegno. Con la conseguenza che queste di possono rompere facendo cadere la grondaia.

Un altro aspetto molto importante della lunghezza sono i giunti di dilatazione per tutte quelle grondaie fatte di materiale metallico. Sappiamo tutti che il metallo può subire variazioni dovute al clima, col caldo si espandono e con il freddo si stringono. Per questo, di regola ogni 50 metri di grondaia si fa un giunto di dilatazione che permette al metallo di muoversi senza intaccare l’integrità dell’impianto.
A prima vista sembrerebbero delle semplici regole ma per un lavoro efficiente e realizzato a regola d’arte è bene affidarsi sempre a dei professionisti per il vostro impianto grondaia pluviale.

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