Pannelli in cartongesso: guida alle diverse tipologie

Nella costruzione di edifici, sia pubblici sia privati, possono essere utilizzati vari materiali edilizi, quali cemento, acciaio, alluminio, ceramica, legno, cartongesso.
Proprio quest’ultimo è un materiale molto utilizzato ultimamente, visto il suo essere economico, versatile e di facile impiego.
Inizialmente, esso si è diffuso negli Stati Uniti e solo dopo molti anni è diventato una scelta predominante anche in Italia nel settore dell’edilizia.
Il cartongesso è generalmente prodotto e venduto in lastre, composte da gesso e particolari fogli di cartone. I pannelli possono avere differenti spessori, anche se quelli più diffusi ed acquistati sono da 13 mm.
Il cartongesso è un materiale completamente naturale, e per questo siamo soliti utilizzarli in progetti ecosostenibili. Inoltre, ciò gli conferisce ottima resistenza all’acqua, al fuoco, aiuta a combatte l’umidità, ed è un ottimo isolante termico ed acustico.
Generalmente, siamo soliti utilizzare il cartongesso per componenti d’arredo e librerie a muro. Ma anche per isolare i controsoffitti, sicuramente l’opzione edile che sfrutta maggiormente questo materiale.

I tipi di pannelli in cartongesso

Com’è facilmente intuibile dal nome, il cartongesso è formato da due materiali, il gesso ed il cartone. Entrambi, durante la produzione del materiale, possono essere modificati e migliorati, aggiungendo delle specifiche utili. Se si vuole rendere la lastra più resistente, dura, si lavora sul materiale del cartone. Viceversa, se si vuole dare particolari proprietà al cartongesso, come per esempio la proprietà ignifuga, si lavorerà su particolari miscele con il gesso.
Scopriamo dunque le principali tipologie di pannelli in cartongesso che è possibile trovare ed acquistare sul mercato

  • Lastra standard. Su di essa non vengono apportate particolari modifiche lavorando sul cartone o sul gesso. Sono di colore grigio bianco e sono molto adattabili a vari tipologie di decorazioni per abbellire il design. Sicuramente, sono le lastre in cartongesso più economiche sul mercato.
  • Lastra a densità controllata. Si effettuano particolari lavori sul cartone per rendere la lastra più robusta e resistente rispetto a quella standard. Riesce a sostenere molto peso, motivo per cui generalmente viene utilizzata per fare i controsoffitti in cartongesso.
  • Lastra con durezza superficiale migliorata. È una lastra meno densa rispetto alla precedente, che ha lo scopo di migliorare la resistenza esterna dagli urti e da colpi. Vengono utilizzate per ciò delle fibre di legno.
  • Lastra flessibile. È molto simile alla lastra standard, ma è addirittura più sottile e meno densa, per permette il suo impiego in superfici molto irregolari.
  • Lastra ignifuga. In questo caso si lavorerà non sul cartone, come le tipologie precedenti, ma sul gesso. Tramite l’aggiunta di fibre ed additivi al miscuglio di esso, si riesce a dare alla lastra un’ottima resistente ad alte temperature ed al fuoco, rispetto a quelle standard. Generalmente, questo cartongesso è di colore rosato.
  • Lastra idrofuga. Lo scopo di questo cartongesso è di avere un minimo assorbimento di acqua, rendendolo ottimo per ambienti con elevata umidità. Generalmente, queste lastre sono di colore verde.
  • Lastra fonoassorbente. Si compone dall’unione di due lastre standard. Ciò permette di creare un pannello fonoassorbente, per un ottimo isolamento acustico, grazie alla capacità di assorbimento del suono.

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